La forza dell’abitudine

Un’apericena tra scienza, guerre e religioni.

Îl tarassaco ha l’abitudine di crescere nei posti più strani.
Îl tarassaco ha l’abitudine di crescere nei posti più strani.

Rupert Sheldrake e la Teoria dell’Abitudine

Rupert Sheldrake sostiene, nella parte più propriamente scientifica del suo pensiero, che l’abitudine sia il vero fondamento dell’universo.

L’inerzia. Il fatto che le cose tendano a ripetersi. Tutte le leggi dell’universo – tutte le altre – derivano di lì. Ad un certo punto, per caso, una manciata particelle inizia a comportarsi in un certo modo, altre cominciano ad imitare le prime e nasce l’atomo di idrogeno. Cose così. Abitudine. O magari non ho capito una mazza, non date la colpa a Sheldrake, ma è un’idea che mi piace.

Europa e il Riarmo: Nuove Abitudini Politiche?

Mi è tornata in mente ieri sera, ero a cena con Elena e Antonio e si parlava delle cose che ci spaventano oggi. Dei venti di guerra che cominciano a soffiare. Se sia giusto che l’Europa investa in armi. A me sembra una cosa buona, agli altri due penso un po’ meno. Non è che non ci trovi anch’io dei limiti. Al fatto che ogni paese si riarmi avrei di certo preferito la nascita di un esercito europeo, e soprattutto di una politica estera europea comune. Ma quello al momento attuale sembra fantascienza. Così, dovendo trovare una giustificazione al mio ottimismo ho detto una cosa che non so da dove è uscita. Parlandone dopo con Antonio abbiamo deciso che Elena è una brava ostetrica di idee, forse l’ha tirato fuori lei. Sicuramente l’ha notato e ce l’ha fatto notare. L’idea è che questo armarsi singolarmente, pur con tutti i suoi limiti, poteva rappresentava un passo nel creare un’abitudine. I singoli paesi che si abituano a fare cose insieme, anche cose non dico stupide, ma che si potrebbero fare meglio, fanno già una cosa importante. Questa abitudine può creare l’Europa.

Religione e Proselitismo: Cattolicesimo come Abitudine?

Un’altra cosa che è venuta fuori durante l’apericena è una considerazione sulle religioni. Stavolta l’ostetrico credo sia stato l’ottimo vino che bevevamo. Tre vini diversi, mi son dimenticato di chiedere come si chiamasse il mio, ma era notevole.

Comunque si parlava di religioni. Elena si definisce agnostica e dal suo punto di vista vede il cattolicesimo come la più democratica delle religioni. Frase che mi ha colpito, per cui ho cercato di capire cosa intendesse. Quello che ho capito è che i cattolici le piacciono perché sono quelli che fanno meno proselitismo, quelli che, più di altri, credono, ma accettano che tu non creda. Detta così mi ha lasciato perplesso. Mi sono venuti in mente i tanti passi del vangelo in cui Gesù paragona il suo Regno, il suo mondo ideale, a qualcosa di prezioso, qualcosa che chiunque lo trova smania per impossessarsene e metterlo bene in vista, salarci il mondo, farlo conoscere. Alla fine il proselitismo è proprio non solo delle religioni, ma di qualsiasi idea: chiunque sia convinto di qualcosa vuole convincere altri. Forse i cattolici che ha incontrato lei non sono molto convinti neanche loro. O forse è una questione di modalità … chissà.

Abitudini religiose

Mi chiedo se le religioni non siano anche loro un abitudine. Forse riguardano solo il fatto che uno si abitui a vedere il mondo come una scatola di sorprese senza fine. Ti abitui a chiederti chi ce le ha messe tutte quelle cose lì dentro. Lo fai una volta, ti piace e continui e poi dai un nome all’abitudine. Così. Forse per distinguerti da chi ha abitudini diverse: “Io sono credente”, “Io sono agnostico”, “Io sono uno che si alza presto”.

Alcune abitudini portano più facilmente a cercare seguaci. Forse c’entra il giudizio sociale. I non fumatori tendono più dei fumatori a fare proseliti, per esempio. Nessun fumatore dice a qualcuno: “mettiti a fumare, è bellissimo”. Magari ci sono gruppi di cattolici che, immersi in un mondo in cui prevalgono altri valori non vedono il credere come una cosa da proporre ad altri. Secondo me c’entra anche il fatto che la pratica del cattolicesimo oggi è, spesso, un ripetere formule vuote. Uno che se ne rende conto può benissimo dire: “Sì, sono credente, ma per abitudine, dovrei smettere, ma è difficile”.

Né Antonio né Elena hanno mai sperimentato in modo significativo la meditazione. Mi ha molto stupito: credo che ogni religione sia nata da questa pratica e che nessuna religione abbia veramente senso senza. Il Cristianesimo ha perso per strada il misticismo (e quindi la meditazione) da qualche secolo … inevitabilmente si è trasformato in un ripetere formule vuote. Contemporaneamente la meditazione ha molto da offrire anche a chi ha l’abitudine di definirsi non credente. È una potenzialità profonda dell’uomo, che molti non arrivano a conoscere.

Secondo me chi la pratica dovrebbe prendere l’abitudine di fare un po’ di proselitismo a riguardo.

4 pensieri su “La forza dell’abitudine”

  1. Con l’età avanzata sarò certamente diventato più intollerante ma, credetemi, non sopporto più tutti quelli che fanno citazioni alla “dog’s dick”! Mi riferisco, nello specifico, all’articolo 11 della Costituzione che viene declamato solo nelle prime cinque parole: “L’Italia ripudia la guerra …”. Forse i “pacifisti ad ogni costo” dovrebbero completare il concetto, aggiungendo “… come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Non lo fanno, naturalmente, perché cadrebbero molte delle loro ragioni che, addirittura, li portano – Giuseppi Conte e i 5 stelle, nello specifico – a disertare una manifestazione pro Europa come quella del 15 marzo prossimo (a Roma, temo, e non anche a Torino: io scenderei volentieri in piazza, perfino per far numero soltanto!). L’Italia, infatti, ha un esercito, un’aviazione e una marina militare mai contestati, che io sappia, dai vari Giuseppi del caso. Semplicemente: io non voglio aggredire nessuno ma, se aggredito, voglio avere la possibilità di difendermi. Per farlo servono strumenti adeguati, armi, persone, tecnologie e … investimenti (pochi, tanti, troppi? Questo è tutto da discutere). È una scelta inaccettabile, per principio, realmente bislacca, per i “pacifisti ad ogni costo”? Boh …

    Che l’ostetrico sia stato un ottimo vino mi pare una bella cosa, così rara da sentire in questo periodo! Anch’io, come Elena, mi definisco agnostico ma non vedo affatto il cattolicesimo come “la più democratica delle religioni”. Per quanto sia corretto distinguere una qualsivoglia religione dalla chiesa che la guida, non mi pare che nell’America pre-colombiana o in Africa i cattolici siano stati e siano quelli che fanno meno proselitismo. Anzi, è esattamente il contrario! Se dovessi scegliere, sarei molto più vicino ai Valdesi che ai Cattolici …

    Sono convinto, per quel che vale, che le religioni siano nate da una necessità, da un bisogno degli esseri umani, per ovvie ragioni e che, per altrettanto ovvie ragioni, nel tempo siano diventate e siano un’abitudine (con l’apostrofo, però!). Lo dimostrano, ad esempio, i riti che si perpetuano e che, nell’abitudine, fanno sentire i partecipanti appartenenti a una comunità.

    Peccato non partecipare ai vostri apericena ma, tant’è …

  2. Ho trascurato uno dei miei “pacifisti a tutti i costi” preferito: Marco Travaglio! Non so quanti ricordano che l’impareggiabile giornalista in questione, fino al 23 febbraio 2022, sosteneva con convinzione e pubblicamente, che l’imminente invasione dell’Ucraina da parte dei russi, fosse una colossale minchiata messa in giro dall’amministrazione Biden per ragioni di politica interna e per spaventare gli occidentali. Non è andata così …

    1. Vedo che questo post ti stimola a toglierti un sacco di sassolini dalle scarpe … Comunque sono d’accordo, le posizioni dei pacifisti a tutti i costi oggi sono deprimenti. Le destre hanno sfruttato la paura del diverso, questi sfruttano la paura di perdere la vita tranquilla che la gente aveva nei tempi precedenti. Nessuno che provi ad accettare che il mondo “si muove”, che gli equilibri di ieri non si possono necessariamente mantenere.

  3. Uh! Quanta roba tutta insieme! Come nella tua migliore tradizione.
    Scriverò il mio commento per punti, non avendo la tua capacità di legare con filo logico i vari pensieri sciolti.

    Abitudine / Inerzia – Ok, interpretazione suggestiva, e originale. Ma non mi convince completamente.
    Non si è sempre detto che la vera molla dell’evoluzione è il cambiamento, l’antitesi della staticità?
    Il processo evolutivo in sé nasce proprio da una Mutazione. Anzi dal miglior risultato tra le innumerevoli mutazioni.
    E la Storia, non si fa con le Rivoluzioni?
    Pacifismo – Su questo punto sposo appieno le parole di PiGreco. Che poi rispecchiano la tua posizione, vero Vins?
    Non che io sia un guerrafondaio, anzi! Ma il mio essere estremamente pragmatico mi fa propendere per il male minore. Come hai già scritto tu, la fantascienza, l’iperuranio, il mondo perfetto, li lasciamo alla letteratura.
    Religione – Ah! Eccoci finalmente al nostro piatto forte. Croce (omen 😉 ) e delizia delle nostre discussioni.
    Ecco, qui mi discosto ovviamente dalle posizioni di PiGreco, Elena e tue.
    Però mi ha colpito la definizione di Elena del Cattolicesimo come “la più democratica delle religioni”.
    Mi piace, e la condivido.
    La tua obiezione invece si basa sull’associare il “proselitismo” alla “testimonianza”. E quindi chi non fa abbastanza proselitismo vuol dire che non è abbastanza convinto della propria “gemma preziosa”.
    Sbagliato! Elena penso che intendesse che il Cristiano non vuole costringere nessuno.
    Passo al discorso in prima persona, meglio. Io ritengo che il modo migliore di testimoniare è con la propria vita, col proprio esempio. Se io ho trovato una gemma preziosa, lo dico a tutti perché sono contento, non perché pretendo che tutti lo facciano. Poi, ognuno è libero di cercarla (o meglio: accettarla) quella gemma. Ma l’importante è che si sappia che quella gemma ha cambiato la mia vita. Se la tua vita va bene così, se non hai voglia né bisogno di cambiarla, amen. Il Cristiano non ti costringe; e nemmeno (auspico!) ti giudica. E non c’è minaccia di inferno o altra punizione divina che tenga. Se non credi a Dio, Satana o Inferno, che senso ha che io te li porti come argomentazione per cambiare la tua vita?
    A questo punto rispondo anche all’obiezione (un po’ scontata, consentimelo) di PiGreco: l’America precolombiana, le Crociate, l’Inquisizione,…
    Dai! le nefandezze (ripeto nefandezze) dei vari Cortès, Pizarro, Torquemada (che pure agivano “in hoc signo”) le lasciamo al giudizio della Storia. Che ha già espresso la sua ferma condanna.
    E nessun sincero Cristiano oggi mette in discussione quella condanna.
    Poi vabbè… ci sono i talebani pure nella Chiesa, quelli che esibiscono i rosari nei comizi, quelli che fanno interviste con una croce di cenere tatuata in fronte, quelli del Gott-mit-Uns,… ma –cristianamente- non voglio giudicare neanche loro.
    Se davvero credono, faranno i loro conti quando saranno al di là; se invece fanno finta, mi spiace per loro.
    Meditazione – Peccato… 🙁 Ho finito i caratteri a mia disposizione per il commento. Avrei tanto da dire in proposito. Ma forse l’ho già detto! 😉

    PS: e la prossima volta, se non invitate anche me e PiGreco, …ci facciamo un contro-apericena tutto nostro, come la contro-manifestazione di Giuseppi!
    Ops! Forse ho usato l’esempio sbagliato 🙂

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